PERCHE'


Ciò che ci ha più colpito nella nostra esperienza in Nepal è il pessimo livello dell’educazione che viene garantito ai bambini oggi. In moltissime aree montagnose del paese dove non arriva la strada vi è la quasi totale mancanza di infrastrutture che possano permettere ai bambini di crescere in un ambiente sano, ovvero una scuola decorosa, attrezzata con strumenti didattici che possano favorire l’educazione e la conoscenza della realtà. Svariate volte, invece, il problema è la mancanza di insegnanti o la loro inadeguata preparazione.

Il livello qualitativo dell’educazione oggi è molto basso, in particolare se pensiamo che il Nepal è in procinto di diventare uno stato democratico dopo una guerra civile che negli ultimi 10 anni ha paralizzato l’amministrazione di tutta la nazione, fino a costringere il Re a lasciare il suo potere, soltanto fino a pochi mesi fa, totalitario.

Quali generazioni future daranno un’impronta positiva al paese viste le pessime condizioni culturali nelle quali la maggioranza della popolazione si trova oggi o si appresta a crescere? Quale futuro per i bambini di quei villaggi che oggi non hanno neppure una scuola decorosa nella quale crescere e studiare? Il problema è grande e molti genitori dei milioni di bambini oggi in Nepal non hanno più fiducia nella scolarizzazione dei loro figli.

Come dare loro torto quando la scuola è così lontana da casa che i bambini impiegano fino a quattro ore per raggiungerla e per rincasare da essa a piedi? E tanta strada viene percorsa per stare in classe insieme a 35 compagni in uno spazio di tre metri e mezzo per quattro. Come dar loro torto quando ci dicono che la scuola non garantisce neppure l’intero percorso scolastico perché, mancano le aule, ma non i professori? Molti genitori ci hanno raccontato che mandano i figli a scuola solo per il pasto giornaliero che viene dato loro grazie al programma alimentare delle Nazioni Unite.

E come non comprendere quei bambini, oggi divenuti grandi, che ci hanno raccontato che non vi era interesse da parte loro, né da parte dei genitori, che non vi era consapevolezza, che speravano solo di andare in città per vedere ciò che non avevano mai visto ma di cui avevano solo sentito parlare. L'obiettivo era scappare da quella realtà, ovvero una vita contadina di sussistenza e povertà. L'attuale realtà di migliaia di ragazzi che vivono nei villaggi in Nepal.

Da anni ormai, da quando i mezzi di comunicazione sono migliorati, i ragazzi arrivano dalle montagne a Kathmandu. I più, ospitati da amici o parenti, cercano lavoretti soprattutto nella zona turistica. Sono tanti. E la maggior parte non ha i soldi per pagarsi gli studi così che l'educazione viene interrotta definitivamente. Ma Kathmandu è una città stracolma di problemi e povertà e questi ragazzi non possono minimamente essere aiutati. Infine crediamo di poter dire che se un bambino nasce in un villaggio di montagna dove la scuola è precaria e fatiscente, non avrà mai la possibilità di crescere in un ambiente sano, di essere istruito come lo siamo stati noi e di essere privato, senza averne colpe, di un momento della vita meraviglioso e fondamentale.

Queste sono le condizioni della nostra scuola che, ironia della sorte, avrebbe regolarmente tutti gli insegnanti! Il nostro progetto è piccolo e mirato. Pensiamo sia meglio riuscire a portare a termine un primo aiuto tra i mille che sono necessari. A questo se ne potranno, eventualmente, aggiungere altri.