LE ORIGINI DI QUESTA STORIA...


Ci conosciamo dai tempi dell'Università. Nel 2002, uno di noi, Roberto, ha cominciato una ricerca scientifica nel Parco Nazionale dell'Everest. Da quel momento ha iniziato a frequentare assiduamente il Nepal. Marco, Alessandro e Antonio lo hanno occasionalmente incontrato in Nepal. Come semplici compagni di viaggio e di esperienza.

L'oriente ci ha sempre interessato. E con esso tutto ciò che questa parola si porta dietro. Ovvero la povertà e lo strazio di una società lontana poche ore di aereo dall'Italia, che i più vivono solo tramite immagini televisive, mentre pochi (tra i quali noi) hanno potuto vivere sulla loro pelle.

Il nostro progetto è nato mentre Roberto considerava l'opportunità di aprire un filone di ricerca nel Parco Nazionale del Langtang. Proprio la regione da dove provengono tanti nostri amici di Kathmandu. Avevamo già fatto piccole donazioni in Nepal, in maniera casuale, e i nostri amici ci hanno chiesto se volevamo essere coinvolti in un progetto importante nella regione del Langtang. Ci hanno raccontato la storia di questo villaggio, Bhalaya danda, la cui scuola è un edificio vecchio e antico, che presenta molti problemi, sia dal punto di vista strutturale sia dal punto di vista funzionale. Abbiamo risposto loro che ci avremmo riflettuto. Tutto ciò avvenne nel lontano autunno del 2005.

L'anno successivo (primavera 2006) in Italia ne abbiamo parlato spesso tra noi e ci siamo chiesti se eravamo in grado di fare qualcosa. Le nostre vite sono alquanto piene di impegni e diverse (Marco lavora presso la Pinacoteca di Brera, Roberto insegna a scuola e fa ricerca in Università, Alessandro fa ricerca in Università e lavora nel sociale, Antonio si occupa di video e fa il papà), non siamo cooperanti di professione, perciò ci siamo chiesti cosa potevamo fare e inizialmente, la prima domanda importante era: ma sarà tutto vero? Così nel 2006 (estate), due di noi, Alessandro e Roberto, sono partiti alla volta del villaggio dove si trova la scuola. E lì hanno constatato che era tutto vero e che c'erano tutti gli argomenti per rimboccarci le maniche e provare. Una volta in Italia, ci siamo ritrovati. E una sera abbiamo deciso. "La cifra da recuperare non è grande. Spargeremo la voce e chiederemo aiuto a tutti i nostri amici. Le informazioni arriveranno, i consigli pure, i metodi precisi da seguire anche. Non saremo pagati, ci metteremo anzì del nostro. Cominciamo". I primi passi furono quelli di farci appoggiare ufficialmente dal Dipartimento di Biologia di Milano e dal Comitato Ev-K2-CNR per il quale Roberto lavora in Nepal. Abbiamo preparato i vari documenti, li abbiamo incontrati e ci hanno dato il loro benestare e offerto il loro aiuto logistico (primavera 2007).

Poi l'ultimo passo importante. Per ricevere i soldi dovevamo creare una Onlus. Così abbiamo organizzato questa associazione. Una sera abbiamo steso la linea cardine del nostro gruppo: tutti i soldi che verranno donati sul conto andranno in Nepal, nulla verrà lasciato in Italia.

Arriva l'estate del 2007 e Alessandro e Roberto tornano in Nepal. Ora siamo ufficialmente Sundari Baini Onlus, non abbiamo ancora una lira, ma andiamo a definire per bene tutto ciò che c'è da considerare. E così abbiamo fatto. Ora c'è tutto. In Nepal le persone che seguono, controllano e verificano. In Italia ci siamo noi. Avanti. Siamo a settembre 2007. Bisogna preparare il materiale. Benissimo. Autofinanziandoci creiamo i volantini, i poster, le relazioni, le presentazioni, le fotografie, il cortometraggio. Infine compriamo un dominio e ci inventiamo un sito internet. E ora a dicembre 2007 siamo qui pronti. A cominciare. Con il vostro aiuto e con quello dei nostri amici che ci sostengono facendo quello che possono per noi.